Risolvere il problema del CAPEX: smettere di investire. Decidere meglio.
Le aziende raramente hanno poche idee di investimento.
Ne hanno troppe.
Nuovi impianti di produzione. Automazione. Digitalizzazione. Efficienza energetica. Manutenzione. Ampliamento delle capacità. Nuove sedi. Infrastruttura IT. Trasformazione.
Ogni singolo progetto può avere senso.
Il vero problema del CAPEX non inizia quindi con la domanda:
«Quale progetto è valido?»
Ma dalla domanda:
«Quale combinazione dei nostri progetti genera il massimo beneficio economico con il capitale disponibile?»
È proprio qui che la sfida cambia radicalmente.
Indice
- Il CAPEX è un problema di allocazione
- Il problema sta nella combinazione
- Dalla classificazione dei progetti al portafoglio ottimale
- E poi arriva la realtà
- Dal reporting allo spazio decisionale
- I sistemi esistenti rimangono in uso
- Il problema del CAPEX spesso non è quindi un problema di budget
Il CAPEX è un problema di allocazione
Supponiamo che un’azienda abbia 100 potenziali progetti di investimento.
Per ogni progetto sono disponibili le seguenti informazioni:
Importo dell’investimento
Contributo economico atteso
Fabbisogno di risorse
Periodo
Rilevanza strategica
Dipendenze
Rischi e limitazioni
Il budget, tuttavia, è sufficiente solo per una parte di questi progetti.
L’approccio classico consiste spesso nel valutare i progetti singolarmente, stabilirne le priorità e infine stilare una graduatoria.
Ma una graduatoria non risponde automaticamente alla domanda cruciale.
Infatti, il miglior progetto preso singolarmente non porta necessariamente al miglior portafoglio complessivo.
Il progetto A può essere eccellente se considerato isolatamente. Ma forse i progetti B, C e D, insieme, generano un valore complessivo maggiore con lo stesso capitale.
L’ottimizzazione del CAPEX non è quindi una semplice definizione di priorità.
Si tratta di un problema di ottimizzazione combinatoria.
Il problema sta nella combinazione
Con l’aumentare del numero di progetti possibili, lo spazio decisionale cresce in modo esponenziale.
Con N progetti, esistono teoricamente fino a:
2N possibili combinazioni di progetti.
Con 20 progetti si arriva già a più di un milione di combinazioni.
Con 50 progetti, si supera il bilione.
Con 100 progetti, lo spazio decisionale teorico diventa così vasto che una valutazione manuale di tutte le possibilità è praticamente impossibile.
Le persone sono eccellenti nel valutare i progetti.
Ciò che le persone non sono in grado di fare è calcolare sistematicamente uno spazio decisionale in crescita esponenziale.
È proprio a questo che serve l’ottimizzazione matematica.
Dalla classificazione dei progetti al portafoglio ottimale
Con StratePlan, quindi, non consideriamo il CAPEX principalmente come un problema di classificazione.
Lo consideriamo una decisione relativa al portafoglio.
I dati di partenza possono essere sorprendentemente essenziali:
Investimento → beneficio economico → vincoli → dipendenze
Su questa base, StratePlan calcola diverse combinazioni ammissibili e individua la composizione del portafoglio che soddisfa al meglio l’obiettivo aziendale definito, tenendo conto dei vincoli esistenti.
Il management non riceve così solo un elenco di progetti ordinati per priorità.
Ma riceve uno spazio decisionale calcolato matematicamente.
E poi arriva la realtà
Una decisione in materia di CAPEX, tuttavia, non si esaurisce con un calcolo.
Nella sala del consiglio sorgono nuove domande:
«Cosa succede se riduciamo il budget di 10 milioni di euro?»
«Quali progetti dobbiamo rinviare?»
«Cosa succede se questo impianto deve essere preso in considerazione a tutti i costi?»
«Come cambia il portafoglio se il progetto 27 viene cancellato?»
«Cosa otteniamo con 5 milioni di euro in più di CAPEX?»
«Quale combinazione massimizza il nostro contributo al risultato?»
Nei processi tradizionali, domande di questo tipo portano spesso a nuove analisi, sessioni su Excel e coordinamenti.
La decisione viene rinviata.
È proprio questo il problema che intendiamo risolvere con la simulazione CAPEX Live Boardroom.
Dal reporting alla sala decisioni
StratePlan è in grado di ricalcolare in pochi secondi ipotesi e vincoli modificati.
In questo modo, la riunione del consiglio di amministrazione cambia.
Da:
Domanda → incarico di analisi → nuovo calcolo → prossima riunione
diventa:
Domanda → Calcolo → Confronto → Decisione
nella stessa riunione.
Questo è per noi il punto cruciale della Decision Intelligence.
Non produrre più dati.
Non creare ancora più dashboard.
Ma calcolare decisioni migliori a partire dai dati esistenti.
I sistemi esistenti rimangono in funzione
StratePlan non è destinato a sostituire i sistemi ERP, finanziari o PPM.
Questi sistemi forniscono i dati e mappano i processi.
StratePlan interviene a livello decisionale.
SAP, Microsoft, Oracle, IFS o le strutture esistenti di Excel e dei database possono continuare a costituire la base operativa dei dati.
L’ottimizzazione risponde a un’altra domanda:
Cosa dovremmo fare con le possibilità esistenti e il capitale a disposizione?
In questo modo, i dati si trasformano in una decisione concreta di allocazione del capitale.
Il problema del CAPEX, quindi, spesso non è un problema di budget
Quando il capitale scarseggia, la prima reazione è spesso:
dove possiamo tagliare?
La domanda strategicamente più interessante è:
Quale combinazione dei nostri investimenti genera il massimo valore aziendale possibile con questo budget?
Si tratta di una differenza fondamentale.
Infatti, prima che un’azienda investa di più, dovrebbe sapere se il capitale disponibile è già allocato in modo ottimale.
È proprio qui che, a nostro avviso, risiede una delle maggiori leve di performance finora inutilizzate nella gestione del CAPEX.
Stessi progetti. Stesso budget. Combinazione migliore. Risultato migliore.
Non fidatevi di noi. Calcolatelo voi stessi.